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Articoli e dintorni - Primo Articolo "Che Napoli sarà?"
(02/04/2008) Che Napoli sarà?
Stiamo lentamente indirizzandoci verso il finale di stagione. Se
i tifosi del Napoli sono divisi tra realisti (soddisfatti della
salvezza tranquillissima) e sognatori (che avrebbero voluto un piazzamento
UEFA), gli addetti ai lavori non hanno dubbi nel promuovere l'operato
di Pierpaolo Marino, abilissimo nel rubare il tempo ai suoi colleghi
e nel portare all'ombra del Vesuvio quelli che a mio parere sono
tre grandi giocatori: Fabiano Santacroce, Marek Hamsik e Ezequiel
Lavezzi. Il più "anziano" dei tre è l'argentino,
classe 85, giusto per sottolineare quanti miglioramenti ci si può
ancora aspettare in futuro da questi ragazzotti.
E ora che l'ossatura è fatta sarebbe un peccato lasciare
il lavoro a metà. Marino non ha sicuramente bisogno di consigli,
ma per quanto mi riguarda è sempre divertente provare a fare
nomi interessanti per il futuro; Lavezzi lo segnalai con insistenza
quando calpestava il prato del Nuevo Gasometro, stadio del San Lorenzo.
Da grande appassionato di calcio sudamericano parto facendo i nomi
di quattro giocatori del campionato argentino, sempre generoso nello
sfornare ottimi prospetti.
Ipotizzando la permanenza in panchina di Mister Reja ed una riproposizione
del 3-5-2, il nome che più consiglierei ai partenopei è
quello di Paulo Ferrari, terzino del River Plate. L'argentino non
è più uno sbarbatello, ha ormai 25 anni, ma sorprendentemente
ancora nessuna squadra europea si è fatta avanti con decisione.
Eppure Paulo ha tanti motivi per farsi apprezzare, non ultimi il
passaporto comunitario e il costo non proibitivo (4 mil €).
Terzino di sostanza e di qualità, può giocare sia
sulla destra che sulla sinistra, coprendo tutta la fascia per i
90 minuti con grande intensità. Chirurgico nel cross e abile
negli inserimenti, Ferrari è un terzino dotato di ottima
tecnica e notevole personalità, e si incastrerebbe alla perfezione
nel modulo di Edi Reja.
A centrocampo mi sento di sponsorizzare il mediano del Lanus Agustìn
Pelletieri, che potrebbe sostituire Gargano come Blasi, garantendo
qualità oltre che quantità. Il 25enne riccioluto è
il centrocampista rivelazione degli ultimi anni in Argentina: dinamico,
aggressivo, ma allo stesso tempo ragionatore e capace di manovrare
il gioco con saggezza. I suoi numerosissimi palloni recuperati ogni
partita gli hanno valso il soprannome di "el pulpo" (il
polipo), ma Agustìn sa presentarsi spesso con profitto anche
in zona gol. Votato miglior centrocampista del Clausura 2007, in
carriera ha collezionato 110 presenza mettendo a segno 13 reti e
portando il Lanus alla prima storica vittoria in campionato. Anche
per lui passaporto comunitario e costo contenuto (3,5 mil €)
In caso di passaggio al 4-3-3 due nomi anche per il reparto avanzato:
Pablo Piatti e Damian Escudero, campioni del mondo in carica con
la nazionale argentina Under 20.
"El plumero" Piatti, seguito anche dalla Juventus, è
un grandissimo talento: rapido, compatto, esplosivo, attacca gli
spazi ed ha mostrato un innato senso del gol da quando è
stato schierato seconda punta (7 gol in 10 partite), ma con Simeone
ha giocato per l'appunto anche esterno d'attacco in un 4-3-3 (a
destra e a sinistra). Già stabilmente in prima squadra da
un paio di stagioni nonostante la giovanissima età (classe
1989), può ricalcare le orme del Kun Agüero. Deve però
superare la solita diffidenza di cui sono vittime i brevilinei argentini
(Piatti è alto 163 cm per 63 kg), come se Maradona, Messi
e lo stesso Agüero fossero dei giganti. Il problema della statura
non riguarda invece Damian Escudero, poliedrico centrocampista offensivo
del Velez Sarsfield, che pur non essendo un colosso può vantare
13 cm in più rispetto all'attaccante dell'Estudiantes. Talento
indiscutibile: rapido, tecnico e dotato di un pericolosissimo tiro
da lontano con entrambi i piedi, il "pichi" gioca a ritmi
elevatissimi e può ricoprire molti ruoli: seconda punta,
trequartista, ala sinistra e in nazionale è stato addirittura
impiegato come terzino sinistro offensivo. Ricorda molto il francese
del Bayern Monaco Ribery e il primo Francesco Totti.
Chissà quindi che il Napoli non continui a parlare argentino
Antonio D'Ottavio (obbligo di citazione fonte e autore)
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02/04/2008 PRIMO ARTICOLO : Che Napoli Sarà?
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